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martedì 18 maggio 2010

Sterilizzazione barattoli in vetro





Preparazione dei barattoli sterilizzati per una lunga conservazione del prodotto:
Con questa semplice e veloce procedura, le mie confetture, marmellate e conserve, rimangono inalterate in termini di sapore, odore, colore e consistenza per più di un anno.
Premetto che utilizzo contenitori in vetro di varia capienza ( 150ml, 250ml, 350ml, 500ml e non oltre) della Bormioli o comunque con coperchi a chiusura ermetica sostituibili.
Accendere il forno a 220 gradi facendolo riscaldare per 20 minuti.
Intanto, lavare i barattoli (potete evitare di lavare anche i coperchi se li avete acquistati sigillati come nel caso dei contenitori Bornioli, altrimenti, se li avete già utilizzati, lavateli assieme ai barattoli), lasciarli asciugare capovolti sopra un panno asciutto e pulito.
Scuoterli un po’ per eliminare l’acqua in eccesso, asciugare i coperchi con un panno-carta pulito e mettere tutto (barattoli e coperchi) nel forno, caldo ma spento, capovolti verso il basso.
Estrarre dal forno un barattolo alla volta a cui poggerete sopra il corrispettivo tappo, i barattoli dovranno essere ancora caldi, aiutatevi quindi con un guanto da forno per evitarvi scottature.
Allontanare il tegame dal fuoco e versare la confettura, ancora calda, nei barattoli di vetro, per questa operazione utilizzate un imbuto e un mestolo avendo cura di non sporcare i bordi e l’esterno del barattolo.
Lasciare un centimetro di aria e chiudere il barattolo con forza.
Un altro mio consiglio è quello di applicare delle etichette preparate prima con sopra scritto il tipo di confettura fatta e la data (bastano il mese e l’anno).
Lasciare raffreddare le confetture e poi conservatele lontano dalla luce in un luogo fresco e asciutto o nella dispensa o in un ripiano coperte da un panno.
Se dovete regalarle a breve, conviene tenerle prima un giorno in frigo così da far rapprendere meglio il prodotto.
Quando un barattolo verrà aperto andrà poi conservato in frigorifero.
Con un po’ di creatività potete realizzare simpatiche confezioni, ricoprendo il tappo con quadrati di stoffa, nastrini e raffia a tema con i vostri preparati dolci o salati nel caso di conserve.

Scienza in cucina


Marmellata e Confettura
Gelatinizzazione e pectina, perché l’aggiunta del limone, funzione dello zucchero, consigli utili.
Affinché il composto (marmellata, gelatina) possa raggiungere la prevista consistenza, è necessario che contenga, insieme e in ben determinate proporzioni, gli elementi indispensabili per favorire il formarsi della gelatina, essenziale questa per conferire al composto l’aspetto tipico di marmellata o confettura.
La gelificazione del composto, infatti, è dovuta alla presenza nella frutta di una sostanza addensante chiamata pectina ed all’azione degli acidi e degli zuccheri anch’essi presenti, in diverse quantità, nella frutta.
Alcuni frutti, come le mele, le arance, i limoni, i ribes, i lamponi, le more, le banane immature, i fichi immaturi, le mele cotogne mature e alcune varietà di prugne, sono ricche di sostanze pectiche (pectina) e contengono una sufficiente acidità (acidi), per cui consentono un ottimo prodotto di giusta densità.
Al contrario altri frutti, come le ciliegie, le albicocche, le fragole e le pesche, per quanto ricchi di zuccheri, mancano di pectina e perciò, utilizzati da soli, non possono raggiungere una sufficiente consistenza, a causa dell’incompleto processo di gelatinizzazione, e danno, quindi, in tal caso un prodotto piuttosto sciropposo e poco denso.
Per ovviare alla mancanza di pectina e per dare alle confetture, confezionate con tali frutti, la necessaria densità, bisogna aggiungervi, in dosi appropriate, succo di ribes o di limone.
L’addizione dello zucchero risponde a un duplice scopo: di opporsi alla facile alterazione del prodotto e di rendere gradevole il sapore. La quantità da utilizzare dipende essenzialmente dalla specie di frutta da sottoporre a lavorazione, cioè dalla sua più o meno consistente ricchezza di sostanze zuccherine e dal suo grado di maturazione. Se si usa troppo zucchero, si attenua l’aroma ed il sapore caratteristico del frutto e si rischia la cristallizzazione dello zucchero stesso, con la conseguenza che la confettura o la marmellata non potrà assumere quella apparenza gelatinosa che è propria. Se, al contrario, se ne utilizza poco, per raggiungere il corretto grado di densità dovrà essere prolungata la cottura, con la conseguenza che l’eccessiva evaporazione finirà per distruggere completamente l’aroma del frutto. Un’insufficiente cottura, infine, comporterà a breve termine la fermentazione del prodotto e la sua inutilizzazione.
Per confezionare una buona confettura o marmellata, è opportuno utilizzare solo frutta sana, esente da qualsiasi alterazione, matura ma non troppo, ben pulita e accuratamente sgocciolata, se preventivamente lavata.

I miei dipinti

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Acquarello dipinto sul mio libro di ricette. Tratto da Mucha

I miei dipinti

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Disegno a matita. Donna liberty